giovedì 1 settembre 2016

Tutto l'anno in una vetrata: settembre




Inizia oggi il nono mese di quest'anno e io, per la nona volta, stacco il foglio del calendario che ho scelto per il 2016, curiosa, come sempre, di vedere cosa ci riserva per settembre.

C'era da immaginarselo: nessuna novità! Come in tutti i Cicli dei calendari figurati medioevali, anche nelle immagini rappresentate nei colori scintillanti della vetrata realizzata nel primo quarto del XIII secolo per il deambulatorio sud della cattedrale di Chartres, settembre è il mese in cui si vendemmia:





Dentro un grande tino due contadini, con le loro tuniche dai colori brillanti nei toni del rosso e del giallo, stanno pigiando i grappoli d'uva.
Anzi, uno di loro li sta ancora cogliendo da un ramo di vite sovraccarico, mentre l'altro, che sorregge con la mano destra un attrezzo agricolo, indossa la cuffietta tipica dell'epoca per difendersi dai primi freddi. 
Settembre, si sa, è in cui le giornate si fanno sempre più brevi e il fresco comincia a farsi sentire. Ma è anche (e soprattutto) il mese del vino.
La vendemmia nel medioevo rappresenta uno dei punti culminanti del calendario dei lavori dei campi e l'occasione di una festa che, finalmente, può coinvolgere tutti, signori e contadini, soprattutto quando, come nella scena raffigurata nella vetrata, i rami sinuosi della vite si curvano sotto il peso dei grappoli e la raccolta si preannuncia abbondante. 
Il vino - alimento indispensabile alla stessa stregua del pane, con cui spartisce, nel rito dell'Eucarestia, la medesima dimensione sacra - non mancherà nelle case dei ricchi, ma nemmeno alla tavola dei più poveri e già  l'odore inebriante del mosto rallegra gli animi di tutti.
Settembre si apre, dunque, con un'immagine piena di speranza, la migliore per accogliere con ottimismo l'autunno che avanza ormai rapidamente.





lunedì 1 agosto 2016

Tutto l'anno in una vetrata: agosto



Il tempo passa e siamo arrivati ormai ad agosto, il mese destinato nel calendario romano, a celebrare l'imperatore Augusto, il mese attualmente dedicato al riposo e alle vacanze. Tutti (o quasi tutti)  in ozio al mare o ai monti... 
Non è, certo, così nel medioevo  quando il tempo e i Mesi dei calendari figurati sono scandito dai ritmi sempre uguali e senza soste del lavoro nei campi.
Nel calendario che ho scelto per quest'anno - la vetrata con il ciclo dei Mesi realizzata nel primo quarto del XIII secolo per il deambulatorio sud della Cattedrale di Chartres - Agosto è raffigurato come un contadino impegnato nel faticoso compito della battitura del grano.



Per difendersi dalla calura, si è tolto la camicia e ora, a torso e piedi nudi, batte le spighe stese a terra per farne uscire i chicchi  con il correggiato, un attrezzo in legno conosciuto fin dall'antichità, composto da un bastone, unito all'estremità, con una striscia di cuoio, a un altro bastone più corto. 
L'ignoto artista che ha realizzato la vetrata  restituisce, con pochi tratti di grisaglia, le fattezze del contadino; gli basta, poi,  rappresentare una delle gambe appena sollevata dal suolo e il correggiato alzato - fino a superare il bordo che racchiude la scena -  nell'atto di percuotere le spighe per suggerire il movimento della battitura.
Mentre i covoni già legati, dove sono ancora appoggiati la falce e il rastrello usati per la mietitura, evocano lo spazio aperto di un campo di grano.
Poche sintetiche linee, ma di una grande potenza espressiva, hanno la forza di fare arrivare fino a noi  una scena di vita quotidiana, che, nei colori sfolgoranti della vetrata, diventa quasi senza tempo e di farci sentire partecipi della durezza del lavoro nelle campagne, sotto il sole di un agosto di otto secoli fa.






venerdì 1 luglio 2016

Tutto l'anno in una vetrata: luglio



Eccoci arrivati al settimo mese dell’anno, almeno stando al nostro calendario. 
In quello romano luglio era, invece, il quinto mese, tanto che  originariamente era denominato quintilie, fino a quando fu ribattezzato Julius in onore di Giuilo Cesare. 
Comunque, ora come allora, era associato al sole e al caldo dell'estate. 
Nei calendari medioevali, legati ai lavori dei campi, luglio è il mese della mietitura.
Ed è, appunto questa la scena che compare raffigurata negli sfolgoranti colori del calendario che ho scelto per quest'anno: la vetrata con il ciclo dei Mesi realizzata nel primo quarto del XIII secolo per il deambulatorio sud della cattedrale di Chartres.




Anche qui l’ignoto artista sbaglia la scritta, "Iunius", invece di "Iulius" e la inverte con quella del mese precedente, non sbaglia, invece, la rappresentazione che è quella dell’iconografia tradizionale: luglio vi appare come un giovane contadino con una tunica bianca fermata in vita da una cintura, calzoni rossi e stivaletti verdi, mentre, con  una mano, regge il falcetto e  con l’altra isola il mannello di spighe da recidere. 
La mietitura è considerata allora una delle attività più importanti dell'anno, quella in cui il lavoro duro dei campi assume una dimensione quasi sacra: il prodotto del grano, la farina e il pane che se ne ricava rappresentano l'idea stessa del nutrimento. 
Nella scena della vetrata, basta il giallo del grano maturo, con il movimento delle spighe sottolineato dalle linee nere ottenute con la tecnica della  grisaille, a rendere l'atmosfera di una calda giornata estiva, forse proprio una di quelle del periodo di grande calura, in cui il sole si trova sotto la costellazione del Leone.
In effetti, nella parte destra della scena un grande leone rosso, raffigurato con pochi tratti sintetici come in una rappresentazione araldica sotto la scritta "Leo", rimanda al segno zodiacale del mese.
Sotto la sua protezione, con un raccolto che si prospetta abbondante, le paure, all'epoca sempre presenti, della miseria e della fame sembrano allontanarsi nell'azzurro del cielo estivo e il mese si apre alla speranza. 






mercoledì 1 giugno 2016

Tutto l'anno in una vetrata: giugno



Siamo già a metà dell’anno e visto che siamo ormai ai primi di giugno,  mi corre l’obbligo - come si sarebbe detto in altri tempi -  di sfogliare il calendario che ho scelto per quest’anno:  il Ciclo dei Mesi della vetrata realizzata nel primo quarto del XIII secolo per il deambulatorio sud della cattedrale di Chartres.
Ed ecco cosa ci riserva il sesto mese dell'anno:


Stando all'iconografia medievale dei calendari, legati alle più tipiche attività agricole della stagione, giugno è il momento della fienagione.
L'ignoto artista che ha pazientemente realizzato la scena forse non sa leggere o non ha capito bene le istruzioni, tanto che  sbaglia la scritta e la inverte con quella del successivo mese di luglio.
Non sbaglia, invece, nel raffigurare con assoluta precisione la falciatura, così come la poteva vedere all'epoca nei campi, proprio nel mese di giugno, quando l'erba è più abbondante.
Il Mese è rappresentato come un giovane contadino con un cappello in testa per ripararsi dal sole, una corta tunica rossa e calzoni bianchi tagliati, per comodità, a partire dal ginocchio. 
Impugna la falce a manico lungo con le due prese che gli consentono di tenerla più saldamente possibile e ha appoggiato lì vicino gli accessori indispensabili al suo lavoro. 
Proprio dietro di sé ha messo, dentro un recipiente colmo d'acqua, la pietra molare che gli serve più volte nella giornata  per affilare la lama della falce. Accanto ha posato il martello che, insieme all'incudine portatile fissato al terreno, gli è necessario ogni giorno prima di iniziare a falciare, per battere la lama e eliminare le eventuali ammaccature causate dagli urti con le pietre del campo.
Con pochi tratti sintetici emerge tutta la verità di una scena che all'epoca doveva essere assai comune nelle campagne assolate del mese del solstizio.
Il contadino vestito di rosso, l'erba alta, suggerita con pochi tratti scuri di grisaille, l'azzurro del cielo ci dicono che l'estate si avvicina, le giornate si allungano e, forse, che anche la fatica dei campi diventa più tollerabile rispetto al freddo dell'inverno.
Insomma, ora come allora, giugno si apre alla speranza.